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Lo scorso 26 e 27 maggio la 15. Mostra Internazionale di Architettura a Venezia ha aperto le porte dei padiglioni e le sale dell’Arsenale, con quella che sembra essere una nuova mission, più concreta e umanista: l’architettura in azione come strumento della vita sociale e politica.

Stiamo ammirando la preview del padiglione del Belgio! #biennalearchitettura2016 #LaBiennalediVenezia #architecture #igersfvg @valeercole

Una foto pubblicata da ? ???Constraint Magazine (@constraint.mag) in data:

Non più soltanto una mostra per soli addetti dunque, o una esposizione per architetti-artisti, ma un’occasione internazionale per poter dialogare e avere un confronto su temi forti e impellenti legati all’architettura. “Bisogna parlare al pubblico” dice Paolo Baratta, presidente della Biennale “a tutti i possibili agenti responsabili delle decisioni e delle azioni con le quali si realizza lo spazio del nostro vivere, singolarmente e come comunità. Se l’Architettura è la più politica delle arti, La Biennale di Architettura non può che riconoscerlo”.

A rappresentare la Biennale, il curatore e architetto cileno Alejandro Aravena, sceglie a questo proposito una immagine evocativa: l’archeologa Maria Reiche, la signora sulla scala che arrivando in cima può sfruttare un più vasto orizzonte e così facendo conquista un suo “expanded eye”, una visione d’insieme diversa e più completa, quasi uno sguardo al futuro ottimista e desideroso di cambiamenti positivi.

archeologa Maria Reiche, la signora sulla scala che arrivando in cima può sfruttare un più vasto orizzonte e così facendo conquista un suo “expanded eye”

L’ archeologa Maria Reiche, la signora sulla scala che arrivando in cima può sfruttare un più vasto orizzonte e così facendo conquista un suo “expanded eye”.

Le tematiche che vuole affrontare “Reporting from the front”, il titolo della Biennale di quest’anno, sono state volutamente ampliate e non si occupano più soltanto di arte e cultura, ma spaziano da problematiche legate alle nuove migrazioni, alla qualità della vita, al diritto allo spazio urbano, alle periferie, fino a parlare di inquinamento, traffico, spreco e sostenibilità ambientale.

Oltre ai 64 padiglioni di Paesi provenienti da tutto il mondo, queste importanti tematiche verranno affrontate in varie mostre (Tre padiglioni dedicati a Progetti Speciali: Reporting from Marghera and other Waterfronts, A World of Fragile Parts, Urban Age), eventi collaterali che si troveranno in tutta Venezia e in Meetings con architetti-autori dedicati al pubblico una volta al mese, per tutta la durata della Biennale, per “condividere conoscenza e scambiare esperienze”.

Ai Giardini vi segnaliamo:

Padiglione della Spagna, con la sua mostra Unfinished ha vinto quest’anno il Leone d’oro, da visitare.

SPAINLAB – Cada Loco con su Tema – Presentation Video from SpainLab on Vimeo.

Padiglione della Danimarca con l’esposizione Art of many and the Right to Space, un padiglione allestito con progetti di oltre 70 studi di architettura danesi. Vogliono rendere l’architettura qualcosa di realmente speciale, e danno prova di un profondo impegno sociale (c’è in Danimarca un movimento per la casa che cerca di garantire un pari accesso a un’edilizia a prezzi ragionevoli). Potrete passeggiare nel padiglione tra impalcature, scale, e vedere da vicino tutti i 130 interessanti progetti messi in mostra.

Exit Utopia, Gellerupparken

Exit Utopia, Gellerupparken

Padiglione del Belgio con l’esposizione Bravoure, per il messaggio che porta alla nostra attenzione: “perché in tempi di scarsità l’immaginazione è in pericolo. Mentre l’immaginazione è precisamente la possibilità di trovare occasioni nella scarsità. BRAVOURE attraverso scarsità è BELLEZZA. È un appello a considerare la dimensione universale dell’architettura come l’arte di pensare attraverso il fare”.

 BRAVOURE, Filip Dujardin, untitled from series Fictions, 2007

BRAVOURE, Filip Dujardin, untitled from series Fictions, 2007 via

Cosa non perdere all’Arsenale:
La Turchia, Darzanà: Due Arsenali, Un vascello. Visitatelo perché l’ultima galea Bastarda creata nel padiglione è incredibile. Vascello a dimensioni reali realizzato interamente con materiali di scarto trovati nell’antico arsenale di Istambul e portati a Venenzia, per suggerire una nuova connessione mediterranea.

Darzanà. Foto di Cemal Emdem

Darzanà. Foto di Cemal Emdem

Singapore, oggi considerata una delle città più vivibili al mondo, alla Biennale con la sua installazione di lanterne in vetro grezzo Space to imagine, Room for Everyone. Potrete passeggiare attraverso una stanza illuminata da lanterne in vetro fatte scendere dal soffitto ad altezza d’uomo che creano un effetto quasi mistico. Rappresentano le “Homes of Singapore”, un viaggio fotografico con immagini raccolte in un periodo di tre anni per ritrarre la diversità, la cultura, l’individualità, la creatività e i colori all’interno delle case popolari.

Impression of the image lanterns at the Singapore pavilion (© Red Bean Architects)

Impression of the image lanterns at the Singapore pavilion (© Red Bean Architects)

Sarajevo Now: People’s museum, per raggiungere il padiglione di Sarajevo verrete traghettati al di là del canale come Caronte, e solo per quello merita. La mostra mette in luce i cambiamenti di una Sarajevo post bellica (Arsenale Nord, Tesa 100,Evento collaterale, fino al 1 luglio).

URBAN-THINK TANK & BAIER BISCHOFBERGER

URBAN-THINK TANK &
Baier Bischofberger

Dati sulla Biennale di Architettura 2016

  • È l’evento di architettura internazionale più grande al mondo con oltre 60 padiglioni
  • Si svolge dal 28 maggio al 27 novembre 2016 a Venezia (Giardini e Arsenale in primis)
  • La prima Biennale di Architettura a Venezia si è svolta nel 1980
  • Il tema di quest’anno è Reporting from the front
  • Il curatore di questa 15. Mostra Internazionale di Architettura è l’architetto cileno Alejandro Aravena
  • Premi maggiori assegnati quest’anno: Leone d’oro della XV Biennale assegnato al padiglione spagnolo curato da Inaqui Carnicero e Carlos Quintans; Leone d’oro alla carriera “per la sua attenzione alla collettività” assegnato al brasiliano Paulo Mendes da Rocha; Leone d’oro come miglior progettista al paraguaiano Solano Benítez.
  • Maggiori info dedicate alla Biennale sono disponibili sul sito web: www.labiennale.org/it/architettura/

articolo di Valentina Ercole (@valeercole)